Il bilancio di sostenibilità, definito anche bilancio sociale, è un rapporto annuale che si propone di delineare gli aspetti economici, ambientali e sociali di un’organizzazione.
Questo strumento risulta utile per analizzare le attività aziendali, rendicontarle, pianificarle controllarle e allo stesso tempo, le valuta secondo i principi di efficienza e tutela.

Poiché le aziende devono interfacciarsi continuamente con l’ambiente, il territorio ed i lavoratori, è fondamentale comprendere e monitorare l’impatto che si genera sul mondo circostante, sia esso positivo o negativo, per questo motivo il documento pubblicato dall’azienda si rivolge a tutti gli individui che entrano in contatto con l’organizzazione: dipendenti, clienti, fornitori e autorità.

L’azienda è tenuta per legge a stilare il report sociale, in linea con la direttiva 2014/95 UE, recepita alla fine del 2016 in termini formali. Le imprese devono rendicontare le politiche di sostenibilità, e se non se ne occupano devono spiegarne formalmente le ragioni, secondo quello che vien definito principio di “comply or explain”.
La norma riguarda per ora solo aziende europee di interesse pubblico o con più di cinquecento dipendenti ed il bilancio deve soddisfare i criteri stabiliti per legge. È però importante sottolineare che molte aziende, anche piccole, stanno scegliendo volontariamente di seguire percorsi di responsabilità sociale. Questo ci suggerisce come il documento sia utile e adottato trasversalmente in diverse realtà territoriali e aziendali.
Seppur al momento, le questioni da trattare non siano vincolate da normative, esistono delle linee guida internazionali, per esempio, quelle del Global reporting initiative (Gri) che si occupano di fornire una lunga serie di indicazioni sulle diverse tematiche. Gli argomenti trattati dalle 36 linee tracciano un quadro a 360°, a partire dal consumo di energia fino ad arrivare alle politiche adottate con i lavoratori.

È interesse dell’azienda informare tutti gli stakeholder (o “portatori di interesse”) in un’ottica di responsabilità nei confronti di ciascuno di essi. Un investitore ha diritto di conoscere i profitti e i cittadini che abitano vicino allo stabilimento di sapere se l’aria è inquinata, o ancora i dipendenti essere al corrente delle opportunità di crescita professionale.
Il bilancio sociale non prevede solo un elenco delle azioni e delle cifre inerenti all’azienda, ma deve essere una relazione chiara, trasparente e comprensibile a tutti.
È necessario infatti accompagnare gli obiettivi con i dati numerici, in gergo tecnico KPIs (key performance indicators), per fornire una misura oggettiva delle performance ottenute nel tempo.
A livello metodologico, viene suggerito di aggiornare periodicamente il proprio report sociale, anziché lavorarci esclusivamente una volta l’anno.
Infine, è consigliabile far certificare il proprio bilancio di sostenibilità da enti terzi, per verificare che soddisfi tutti i criteri sopracitati.

Il bilancio sociale è quindi una vera e propria presentazione innovativa dell’azienda all’esterno, sia ai propri stakeholder che al mercato in generale e comporta un netto vantaggio competitivo favorendo l’impresa nel posizionarsi nel mercato, differenziandosi dai propri competitor.
Offre un contributo essenziale per il benessere economico, sociale ed individuale. Questo strumento ha un prezioso impatto che influenza positivamente sia il territorio circoscritto che la propria realtà nazionale. Ne consegue dunque che gli effetti possano trasferirsi con impatto globale per il miglioramento della qualità della vita di ognuno di noi.

(Fonte: Anna Pasotti, ASkonsulting www.askonsulting.it – PARTNER RiL saving)

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Scritto da admin